Archeologia
Il territorio di Loceri ha restituito numerose testimonianze archeologiche tra le quali una delle più significative e costituita dal nuraghe detto Cèa, che prende il nome dalla località in cui si trova. Il nuraghe, situato nella porzione Sud-Est dall’altopiano di Taccu, a 244 metri s.l.m., occupa una superficie di circa 360 mq. , si tratta di un edificio di tipologia complessa, la cui torre principale, che aveva una copertura a “THOLOS” come si evince dall’aggetto delle pareti interne, ha un unico vano circolare al quale si accede mediante un corridoio; nella parete sinistra di quest’ultimo si apre una scala che, nella fase d’uso dell’edificio, conduceva ad un secondo piano, andato distrutto.
L’ingresso alla torre principale (che ha un diametro di 9 metri), situato a Sud-Ovest, ha sezione trapezoidale, è privo di finestrino di scarico ed ha un poderoso architrave lungo 1,70 metri. Oggi la scala non è più praticabile a causa di un crollo della porzione superiore del nuraghe. Sono riconoscibili i resti di un corpo aggiunto che, con la sua cortina muraria, rifasciava il torrione centrale, sfruttando al meglio la situazione morfologica del sito, adattandosi al piano roccioso che circondava il nuraghe. Il complesso è realizzato con blocchi di granito locale appena sbozzati: l’opera muraria è più regolare nella torre centrale, mentre nel corpo aggiunto si notano larghi interstizi e numerose zeppe.
Il testo è tratto da "Ogliastra i Paesi" distrubuito dalla Mediateca Ogliastrina, da pagina 91 a pagina 97. I testi sono scritti da Caterina Nieddu (Arzana)
